Come
promesso, rieccomi per descrivervi a grandi linee, le differenze che
si sono avute negli anni nella costruzione dei motori, i cambiamenti
adottati negli impianti di alimentazione e sul sistema di scarico
degli stessi.
Tralasceremo
volutamente, per ora, le auto equipaggiate di propulsori diesel. Non
essendo queste, oggetto di restauro in numero significativo, saranno
eventualmente trattate in un secondo momento.
Per
lo stesso motivo, i motori a due tempi che, tranne in rari casi, sono
ad esclusivo appannaggio di piccoli motocicli.
Naturalmente,
i propulsori sprovvisti di pistoni (wankel), che hanno avuto un ancor
più limitato utilizzo nel mondo dell'automobile.
Come
abbiamo visto nel precedente Post, Tecnica
prima parte, i moderni motori,
che trovano impiego sulle vetture odierne, sono stati anch'essi, nel
corso degli anni, soggetti a profonde modifiche e miglioramenti
strutturali.
Cominciando
dai materiali impiegati, notiamo subito come il peso complessivo sia
notevolmente diminuito. L'adozione di alluminio e sue leghe, di
componenti stampati in resine sintetiche, il parziale abbandono della
ghisa come materiale di base per la costruzione dei vari pezzi che
compongono un gruppo propulsore, hanno reso possibile la diminuzione
dell'aggravio in termine di kg, che un motore moderno porta al
complessivo di una vettura.
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| Testata in ghisa |
Un
esempio lampante di questo cambiamento sono le testate;
precedentemente fuse in ghisa, sono ormai tutte realizzate in lega di
alluminio, dimezzandone di fatto il peso. In molte occasioni, le case
costruttrici adottano lo stesso materiale per la costruzione dei
basamenti; quando quest'ultimi vengono ancora creati in ghisa, il
materiale stesso (diverso per struttura) e le tecniche produttive,
permettono ancora una diminuzione significativa del peso.
