sabato 11 gennaio 2014

Auto e moto d'epoca: la tecnica prima parte


Prima di cominciare il nostro restauro, vorrei insieme a voi, analizzare le differenze che ci sono in un'auto d'epoca rispetto ad una vettura moderna.

Se per le motociclette le differenze sono relativamente poche, sostanzialmente sono cambiati solo i materiali e gli impianti di alimentazione gestiti dall'elettronica; nelle automobili le differenze sono veramente tante e importanti.

Tutti gli aggiornamenti e le modifiche apportate in fase di progettazione e realizzazione delle vetture, sono state adottate in base a motivazioni funzionali, di sicurezza, per ridurre i costi di produzione, il contenimento dei consumi e per adeguarle alle normative antinquinamento che si sono susseguite nel tempo.

L'incremento delle prestazioni, la migliore vivibilità e l'adozione di serie di determinati accessori, e dovuta solo al cambiamento nella richiesta da parte dell'utilizzatore finale



Inizieremo analizzando le modifiche relative alla struttura della nostra auto, la telaistica, la meccanica applicata alla trazione e alle sospensioni, sarà l'argomento di questa prima parte.



Vediamo quindi in sintesi i tre punti che prenderemo in considerazione in questo Post:

1) Più di cinquant'anni fa, il concetto di carrozzeria portante o guscio, era ancora agli albori nella progettazione e realizzazione di una vettura. Le automobili venivano essenzialmente costruite con un telaio indipendente in longheroni d'acciaio, preposto a sopportare il peso di tutta la macchina, ed alloggiare le parti meccaniche che ne permettevano il funzionamento. La carrozzeria, era solo la componente della vettura, meccanicamente fissata al telaio, dove venivano ospitati i passeggeri ed erano posizionati i comandi della stessa.


2) Erano dotate esclusivamente di trazione posteriore, realizzata con un ponte rigido all'interno del quale trovava posto la trasmissione finale comunemente chiamata differenziale (ricordiamoci che il differenziale è un insieme di componenti atti a ripartire un numero di giri diverso alle ruote, quando si sta affrontando una curva; la vera trasmissione finale, è invece una coppia di ingranaggi solitamente a forma conica, definita appunto coppia conica).

sabato 28 dicembre 2013

Restauro auto e moto d'epoca: cosa serve seconda parte.


Cosa serve, seconda parte.



Nel precedente Post Cosa serve, non ho inserito alcuni strumenti d'uso comune ed i materiali di consumo necessari per svolgere il nostro lavoro.



Multimetro digitale completo di sonde, trova utilizzo in molteplici occasioni, quando si controllano i collegamenti elettrici di un'auto o di una moto, oltre all'isolamento degli stessi.
Multimetri

Non serve dotarsi di uno strumento ultra professionale e costoso, basta sia dotato, oltre alle normali funzioni, della prova di continuità per quando andremo alla ricerca dei capi di un filo cablato in un impianto elettrico nuovo o usato che sia.



Estrattori per cuscinetti e flange, battitoi con opportuni inserti intercambiabili per inserire paraolio o fermi, se non disponibili, andranno procurati in base alle necessità o rimpiazzati con analoghi attrezzi autocostruiti. Non montate con un cacciavite e martello un paraolio, il risultato? Quello di danneggiarlo irreparabilmente, pregiudicandone la tenuta.

giovedì 26 dicembre 2013

Restauro auto moto d'epoca: Sicurezza durante il restauro


Come anticipato nel Post precedente, desidero scrivere due righe sulla sicurezza durante le nostre operazioni di ripristino.

Indipendentemente si stia restaurando un’auto o una moto d’epoca (ma anche per qualsiasi altro mezzo), le regole generali non cambiano. La differenza è solo nel peso e nell’ingombro delle diverse parti.

Ci sono delle regole imprescindibili che devono essere rispettate.

Una buona preparazione tecnica personale, è la cosa fondamentale per evitare errori ed incidenti. Sapere sempre cosa si sta facendo e come svolgere un determinato compito, utilizzando gli strumenti adatti e nel modo corretto; ridurrà in maniera considerevole il rischio di farci del male o peggio.

Al contrario, l’improvvisazione porta spesso a causare danni e incidenti. Vero che a volte si dovrà intervenire con sistemi o attrezzature d’emergenza, metteteci però sempre la testa!



Vediamo ora di stabilire alcune regole.


Come già accennato nel Post Cosa serve, per quanto riguarda gli impianti elettrici:
Prolunga a norma

  1. Gli impianti e gli attacchi per l’energia elettrica devono essere a norma, di buona qualità e in ottimo stato d’uso, quindi affidabili.
  2. Dovendo per necessità usare una prolunga, assicuratevi che questa sia realizzata in maniera corretta. Un cavo adeguatamente dimensionato per sopportare assorbimenti elevati, composto dai più fili per la tensione e da quello di messa a terra, uniformemente isolati e inglobati in un’ulteriore guaina che ne aumenta l’isolamento elettrico generale. Opportunamente cablato con spine a norma ed in buono stato (quelle blu o rosse per intenderci).

lunedì 23 dicembre 2013

Restauro auto e moto: Cosa serve

Cosa serve.

Partendo dal presupposto che chi decide di intraprendere un restauro completo di una vettura o di una motocicletta, abbia almeno un minimo di conoscenza generale della meccanica, e sia in grado di destreggiarsi tra le varie componenti di un mezzo stradale, per eseguire un lavoro del genere; ha bisogno di determinate strutture ed attrezzature.
Cassettiera snodi

1) Il luogo:
  Un micro garage tre metri per quattro, se per necessità può essere usato ad eseguire il lavoro su di una motocicletta (ma credetemi anche per le moto serve spazio), non è senz'altro il posto ideale per permetterci di smontare una vettura, riporre tutti i componenti con un ordine logico, revisionare pulire riverniciare ed assemblare le parti che compongono un'automobile per piccola che sia.
  Nel nostro antro dei giochi, devono trovare posto oltre alla nostra macchina, banco, scaffalature per riporre i pezzi smontati, contenitori vari per la pulizia ed il recupero dei liquidi usati, il carrello o la rastrelliera per gli utensili a mano,  e tutto quanto ciò andrà a costituire l'attrezzatura necessaria per eseguire un buon lavoro.
  Quaranta Mq circa (come minimo), sono sufficienti per permetterci di non avere tutto ammassato in un angolo, muoverci abbastanza comodamente senza dover tutte le volte scavalcare o spostare questo o quel contenitore o componente e poter intervenire senza intralci sulla vettura o sui suoi gruppi smontati.
  Naturalmente, il nostro posto di lavoro deve essere dotato di utenza elettrica opportunamente protetta da un salvavita e da un paio di prese di corrente a norma per l'alimentazione degli utensili elettrici. Ottimo sarebbe dotarsi di un vero impianto con vari attacchi disposti a coprire l'intera struttura. In caso di necessita, una buona prolunga che raggiunga ogni angolo dell'intero spazio, opportunamente dimensionata per sopportare anche i carichi impegnativi di compressore e smerigliatrice, può fare al caso nostro. Accertatevi però che sia assolutamente sicura, non utilizzate prolunghe provvisorie o sottodimensionate, fatte di piattina e spine volanti, ne va della vostra ed altrui incolumità, senza contare i danni che potreste arrecare in caso di un cortocircuito innescato da un'attrezzatura sommaria.
  Sicurezza sempre e senza compromessi.